Andreas Zampella

Dayforday

vaso di notte, 50×60 cm, olio, argilla su tela, 2021

porta con zampe, argilla, smalto su tela, 75×60 cm, 2021

pavimento con buco, grafite, olio, argilla su tela, 155×100 cm, 2021

letto con braccia e specchio, olio, smalto, argilla su tela, 100×60, 2021

20 gambe, dimensioni variabili, legno, silicone, farina, 2020/2021
zampe, 50×60, olio, barbottina su stoffa, 2021
zampe, 50×60, olio, barbottina su stoffa, 2021
zampe, 50×60, olio, barbottina su stoffa, 2021
piccioni contro uccelli , 50×60, olio, barbottina su stoffa, 2021
piccioni contro uccelli , 50×60, olio, barbottina su stoffa, 2021
premessa – macro sipario bianco, 25×1000, olio su stoffa,  2021
dettaglio di un sipario arancione, 30×80, olio su stoffa, 2021
stretta di mano, 110x110x20,  silicone, ferro, farina, 2021
stretta di mano, 110x110x20, silicone, ferro, farina, 2021
50×70, collage, olio, quadro su tela,  2021
uccello in cucina 20×30, olio, barbottina su tela, 2021
uccello in cucina 20×30,  2021
luce di una pianta morta  200×200, barbottina, olio su tela,  2021
stanza rossa, 60×70, olio su tela, 2021

scale che scendono scale che salgono, 70×100, olio su tela, 2021

presa serpente studio  2021
presa serpente studio, dimensioni variabili,  2021

girocollo, 50×70, olio, argilla su tela, 2021

in piedi, 60×60, olio, grafite, argilla su tela, 2021

zaino, 80×120, barbottina, olio su tela 2021

pennello, 2021
tappo, olio su stoffa, 35×40, 2021

fumo, olio, grafite, barbottina su tela, 50×70, 2021

ruota, 70×100, olio, grafite su tela, 2021

senzatitolo, 50×60, olio, smalto su tela, 2021

senzatitolo, 50×60, olio, smalto su tela, 2021
termosifone, 80×100, olio, smalto su tela, 2021

 

 

SU CONTEMPORARY CARING UN MIO ARTICOLO MARZO 2021

link: https://us2.campaign-archive.com/?u=33545fb8640ffc09877ce40e6&id=6a5bbfb2c4

presa, 40×60, olio, grafite, smalto su tela, 2021

2021 in studio

Cucina di notte, 130×130, olio, barbottina, grafite su tela,  2021

2021 in studio

2020 in studio
Teach 2021, scrivania di una scuola, flex, silicone, ferro 
Se una macchina insegna qualcosa all’essere umano, il limite che c’è tra loro viene superato e il concetto di A.I. si annulla.
Nel mio lavoro analizzo la sottile linea che separa la realtà dalla rappresentazione, l’attore dallo spettatore, il vero dal falso, cercando il “punto di crisi” della comunicazione.
Da un punto vista storico/antropologico, il bisogno che c’è dietro l’intelligenza artificiale è la millenaria tendenza dell’uomo a definire per poi superare i propri limiti; si può riscontrare per esempio nei greci, con la rappresentazione antropomorfa delle divinità, oppure nelle tribù africane, con la creazione del feticcio; in entrambi i casi si è dotato un oggetto di volontà.
Nel corso della storia il feticcio si è evoluto diventando intelligente, scalando diversi livelli di complessità: dalla semplice rappresentazione dell’idolo si è giunti alla rappresentazione della vita e, quindi, all’idolo-attore; mentre, con l’avvento della tecnica, all’idolo-macchina, risultato sempre più perfetto della creazione umana: l’automa e il computer. Un’invenzione in possesso di intelligenza artificiale, per essere tale, deve ave- re la capacità di comunicare e trasmettere un’informazione, deve riuscire ad imparare ed insegnare qualcosa, con o senza algoritmo o magari, come scrive il fisico Micheal Feindt, con il convergere della macchina al principio di causalità. Macchina e attore, spettatore e spettacolo, sono il fulcro dell’installazione che voglio proporvi, che si pone ai confini della performance.
Il lavoro prevede la creazione di un automa che sia in grado di insegnare, di tenere una lezione sull’idea assoluta di totalità, di pienezza, di armonia: il cerchio. Il cervello dell’attore-macchina sarà ricavato da un flessibile (un utensile elettrico), al quale viene cambiata la funzione e la programmazione e che sarà fornito di un principio di causalità. La performance si svolge nell’ambito di un genere di teatro che si potrebbe de- finire “sordo”: l’attrezzo sarà seduto dietro una scrivania e, dotato di un braccio azionato con movimenti elettrici casuali, cercherà di spiegare tramite comunicazione non verbale, il principio di un’essenza, forse proprio quella dell’arte, così perfetta e in-finita come la ricerca di una quadratura del cerchio. Di fronte all’automa-professore ci saranno circa tre sedie, sulle quali gli spettatori potranno sedersi e, non ascolteranno ma guarderanno la lezione di filosofia.
disegno progetto 2020
disegno progetto 2020
disegno progetto 2020
disegno progetto 2020
 appendi gambe, disegno progetto, 2020
progetto disegno, ginocchio,  2020
ginocchio,  2020, studio via Farini
tic,  2020, studio via Farini
progetto, tic, 2020
NEW STUDIO in Milan 2020
presa di notte, 2020
tappi di notte, 2020
piccolo interruttore, 2020
senza titolo, 2020
gli indecisi, 2020
storia d’amore al limone, 2020
interruttore nel bosco, 2020
tappi in azione, 2020
visione d’installazione open-studio Vir-via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020
in studio recidence Via farini, milano, 2020